finalista Premio Città di Chieri 2008 |
"Ogni essere vivente ha la sua meta verso cui fatalmente punta e se qualche ostacolo ne devia la direzione, presto sopraggiunge il deperimento e infine la morte. Ma il più delle volte gli esseri viventi sanno, per vie miracolose, trovare il pertugio, la fenditura, il passaggio segreto per riprendere la loro traiettoria naturale. Gli uomini lo fanno come sonnambuli e bisogna pregare che nessuno li svegli, bisogna lasciarli rotolare verso la meta che è stata scritta in loro agli albori della vita." È così che Nessuno, il protagonista de "Il Grande Balzo", lascia tutto ciò che ha per ritrovare se stesso. Spinto da un'energia sorprendente che all'improvviso si sprigiona dal corpo, inizia un vagabondaggio che lo porterà, attraverso un vortice di avvenimenti e incontri, alla scoperta della sua natura selvatica. L'unica presenza costante accanto a lui è quella di un cane randagio che per lunghi tratti gli fa da guida. Il Grande Balzo è comico e tragico, irriverente e poetico, scapestrato e profondo. Si legge d'un fiato, trascinati da una scrittura agile e imprevedibile. Se da un lato può apparire una sorta di manifesto narrativo del nichilismo, dall'altro esprime una vitalità indomita e creativa che sconvolge le regole e i modelli di una convivenza sociale falsa, in cui la libertà è solo un'apparenza. È un viaggio senza compromessi alla ricerca di qualcosa al di là dell'uomo, tra l'essere e il nulla.
|
home - news - la nostra storia - presupposti del laboratorio - chi è il conduttore - libro "Il Teatro del Pensiero" - le nostre opere - articoli - libro opere del Laboratorio - contattaci